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Recensioni a pagamento? No, grazie!

  • gnocel
  • 23 dic 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 23 set 2023

Riflessioni sul self publishing


Recensioni di libri a pagamento

Prima ancora di decidere per l'auto pubblicazione avevo scartato a priori qualsiasi proposta editoriale a pagamento, questo perché se una casa editoriale decide di investire soldi, energie e il proprio know how sulla tua proposta letteraria deve farlo perché crede nella bontà e validità della tua opera, non perché sei tu a pagarla.

Questo chiaramente vale per chi ha deciso di confrontarsi con il mercato del libro e della lettura, andando oltre lo scrivere per sé stessi, cosa che rappresenta comunque un piacere che prescinde da qualsiasi ambizione di monetizzazione e che consiglio vivamente a tutti.

Convertitomi al self publishing, altrove ho spiegato il perché, ora che il mio primo romanzo è online e chiunque può acquistarne una copia cartacea facendosela recapitare a casa (a farla trovare in libreria ci sto pensando) mi sto confrontando con la promozione del libro.

Passo fondamentale al riguardo, non solo per scalare l’algoritmo di Amazon, ma anche per uscire dal solo web e guardare al futuro, è conquistare le recensioni.

Anche in questo caso valgono le stesse considerazioni di cui sopra.

Ognuno è libero di guadagnarsi da vivere come vuole e come può, ma per quanto mi riguarda trovo quantomeno fuorviante e probabilmente scorretto per il potenziale lettore propinargli una sviolinata prezzolata, illusorio e forse umiliante per l’autore questo modo di autoincensarsi. Preferisco l’opinione spassionata, anche la critica dura, di chi ha realmente letto, pagina per pagina il mio romanzo, lo ha più o meno apprezzato e ritiene opportuno dedicare qualche minuto a me e agli altri lettori esprimendo disinteressatamente cosa ne pensa. E se tra questi c’è qualche critico esperto inserito nel mondo letterario, ben venga. Altrimenti, pazienza, per me conterà l’opinione di chi mi legge.

Nella mia vita ho forse bluffato qualche volta, barato mai, e questo credo sia fondamentale per sedersi al tavolo del gioco.

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